Archetipe Personae

In occasione del Carnevale sette singolari maschere (l'intero progetto si compone diu 20 pezzi), leggerissime, sono state adagiate su altrettante statue acefale o sulla testa di sculture d'età augustea provenienti dagli scavi di Amiternum e Alba Fucens, esposte assieme ad altre nel salone principale del Museo Archelogico Nazionale Villa Frigerj a Chieti. Questa istallazione d'arte contemporanea  ha suscitato grande interesse stimolando un dibattito serrato nel web alla luce del dissenso manifestato da chi ha percepito l'iniziativa come irriverente nei confronti di testimonianze del passato. Il dialogo silente stabilitosi tra le maschere di Gaetano de Crecchio realizzate in un materiale povero quale il cartone, accuratamente manipolato, e uno nobilissimo, manipolato ancora di più se appena appena si riflette sull'interpretazione neoclassica che ha alterato il volto colorato dell'antichità. Qui invece il contrasto cromatico è particolarmente efficace, con lo straordinario letto di Amiternum nella vetrina centrale come potenziale trait-d'union tra esperienze antitetiche che diventano complementari e nello stesso tempo opposte.  Fortissimo appare il contrasto tra la statuaria monumentale d'età augustea, raggelata nel marmo bianco che ne esalta la dimensione classica, e le maschere  dove affiora l'idea junghiana di archetipo animale, di riconoscimento della propria natura selvaggia, animalesca, profonda. Statiche e apparentemente eterne le prime, dinamiche ed apparentemente effimere le seconde, le une e le altre contribuiscono ad alimentare una riflessione sulla condizione umana. Del resto anche  Vittorio Sgarbi e i commenti espressi sui social hanno rilevato che le maschere, fatte a mano e con materiali naturali  in dimensioni compatibili, restituiscono ai corpi una vita negata. Le maschere danno "vitalità alle raffinate statue togate, con una fantasia estrosa che anima i morti e  fa tornare vivi" questi nobilissimi ma algidi reperti  di marmo.  "Splendida riflessione sul legame tra passato e presente, sul malessere dell'umanità, sulla falsità di chi dovrebbe proteggerci e resta invece di marmo!"  Lucia Arbace


The Big Fish & The Big Monkey

“The Big Fish” e “The Big Monkey” sono gli ultimi tasselli, l’evoluzione di un percorso di ricerca artistica incentrato sull’idea Junghiana di Archetipo Animale. L’evoluzione naturale è stata quella di passare dalla forma Maschera a quella di Totem, o meglio ancora di Maschere Totemiche legate indissolubilmente alla riflessione Junghiana già intrapresa. Il materiale utilizzato per la realizzazione è sempre il cartone; la filosofia la stessa, quella del riciclo; le dimensioni cambiano, diventano totemiche pur mantenendo un equilibrio formale, semplice, intuitivo e sintetico.
The Big Fish, o Il grande Pesce Palla. Incarna la potenza della Natura, il suo essere distruttiva e letale se non opportunamente rispettata o infastidita (la tetrodotossina che il pesce produce per difendersi dagli attacchi dei predatori nella maggior parte dei casi risulta mortale). “The Big Fish” racconta l’Uomo e gli rammenda di essere rispettoso nei confronti di Madre Natura che tanto dà se curata ed onorata e tanto toglie se la si disprezza. Ma la Natura in fondo è pesce, è albero, mare e sole, è nuvola e temporale, è terra e roccia. La Natura è uomo e, dunque, tutto torna. Dimensioni: 120 x 90 x 85 (profondità)
The Big Monkey o La grande Scimmia. Jung asseriva che il diavolo è la scimmia di Dio.
Questo perché la sua immagine arcaica appartiene all'ombra della coscienza, ed è quindi demoniaca perché incentiva il rinnegamento di sé e del proprio lato oscuro. Innumerevoli sono le letture e le possibilità interpretative rispetto ad essa, potente il suo simbolismo nelle sue numerose sfaccettature. La scimmia è lo specchio dell’uomo, il suo antenato più vicino. Per il popolo cinese essa è saggezza e furbizia; per i tibetani è la ricerca dell’Illuminazione; per i cristiani è l’incarnazione della sfrenatezza sessuale e della fertilità; per gli induisti è alchimia di trasformazioni e trasmutazioni; per i greci è forza irrazionale e primordiale. Ad ognuno la propria “visione”, ad ognuno la propria ricerca di sé. Dimensioni: 120 x 100 x 85 (profondità)


PGR

PGR nasce in seguito alla realizzazione del progetto fotografico MALANOCTE che diviene spunto per un ulteriore lavoro. Nella tradizione i PGR (Per Grazia Ricevuta) anche detti Ex Voto,  sono tavolette votive che il credente offre ad un santo, un impegno che questo si assume nei confronti della "divinità" purché essa esaudisca le richieste di chi dona. Un ringraziamento per una grazia che si riceverà o ricevuta. Pgr è un progetto in cui fotografia e arte si incontro, riconoscendosi e sostenendosi l'una con l'altra. Interamente realizzato a mano, il lavoro narra storie attraverso la materialità degli oggetti e il loro simbolismo.


LIARt

LIARt è l'evoluzione formale della ricerca artistica portata avanti rispetto a questo materiale fantastico che è il Cartone. L'idea di riciclo e rimetabolizzazione  lo accompagna insieme al facile reperimento, alla plasmabilità e manipolabilità, e soprattuto al suo essere assolutamente "Gratuito". Il negozio è la strada e il mercante regala. LIARt è una riflessione sul concetto di bugia. Tre Pinocchi, tre colori in primo piano: il rosso, la bugia per amore e passione; il bianco, la bugia buona, quella per non soffrire e far soffrire; il nero, la bugia malvagia, infima, che penetra e dilania. Seppure un colore è sempre predominante, i tre  in ogni Pinocchio si mescolano e compaiono, perchè la bugia nonostante tutto resta nel bene e nel male pur sempre una bugia. Noi, in un modo o nell'altro, siamo tutti un po' Pinocchio.


TransferWood.

Le tecniche di Trasferimento di un immagine da un supporto ad un altro hanno un peso ed un importanza notevole all'interno del mio percorso di ricerca e sperimentazione rispetto alla "stampa" fotografica. TransferWood ne è un esempio in cui è stato scelto un vecchio tronco sezionato come supporto "ricettivo". Le immagini scelte per i trasferimenti sono di vecchi alberi, arbusti e tronchi sradicati. Il Trasferimento fa da tramite e ponte così  che immagine e supporto si ri-incontrino e ri-trovino. Le immagini continuano il loro percorso. Un percorso "diversamente vivo" come lo sono le sezioni di legno che le accolgono. Su di loro tronchi e rami invecchieranno nuovamente, cambieranno tono al cambiare del colore del legno, si "spaccheranno" qualora le fibre dovessero cedere. Immagini "vive", fotografia che muta e che diviene matafora dell'essere umano, della vita e della morte.


Bestiarium

I Bestiari - in particolar modo quelli di età Medievale - erano testi relativi ad animali o bestie per l'appunto, accompagnati a volte da descrizioni che ne svelavano il carattere moralizzante e simbolico. In linea con tale "pensiero", Bestiarium è un progetto realizzato mediante la costruzione manuale di Timbri mobili che oppurtunamente inchiostrati uno per volta, danno vita ad animali fantastici e mitologici: un omaggio al Mondo dell'Immaginario.


Mug Shot

Mug shot è un progetto di Ready made e di sperimentazione fotografica su carte fotografiche Zink la cui peculiarità è l'essere estremamente manipolabili. I ritratti sono quelli che la Polizia fa agli arrestati, foto segnaletiche. I protagonisti sono tutte Star della Musica: Prince, 2Pac, Hendrix, Morrison, Vicious, Bowie a altri. Le manipolazioni avvengono in prims per calore - visto che le Zink sono carte termiche - e poi intervenendo con acetone, spirito, smalti ed infine glitter.